La strada per la felicità può essere percorsa solo se si ha il coraggio di cambiare le proprie abitudini. Se la nostra vita, ad un tratto, si trova in un vicolo cieco, dobbiamo fare qualcosa per cambiare strada. Se la strada che abbiamo intrapreso finora si è rivelata fuorviante e ci ha condotti verso il malessere, è necessario cambiare strada. È infatti chiaro che se poniamo sempre le stesse cause, avremo inevitabilmente sempre gli stessi effetti. Se facciamo sempre le medesime cose, avremo sempre gli stessi risultati. È una legge della vita comune a diverse filosofie, i buddisti la chiamano “karma” ed evidenzia proprio questa spirale in cui l’essere umano tende ad entrare. La nostra mente è abitudinaria, tende agli automatismi, è limitata e cerca di farci perpetrare continuamente le stesse metodologie di azione. Siamo ciò che abbiamo appreso, se siamo stati educati a reagire in un determinato modo, saremo portati a ripetere questa reazione in modo continuativo. Tuttavia noi non siamo la nostra mente, per cui possiamo imparare a disidentificarci da essa e ad adottare nuove prospettive, sviluppare altri modi di reazione, usare la consapevolezza delle nostre azioni. Possiamo scegliere, e così facendo facciamo spazio, aumentiamo il tempo che intercorre tra lo stimolo esterno e la nostra reazione così che in quel frammento possa insinuarsi la nostra coscienza che prenderà in mano le redini della nostra vita così da guidarla verso azioni, reazioni e decisioni più sagge e coraggiose, meno impulsive e dannose per la nostra esistenza.

Questa nuova consapevolezza va allenata. Nel corso dei mesi, degli anni, ogni giorno possiamo allenare il “muscolo” della coscienza nel quotidiano, dalla scelta nelle piccole cose,  minuscole e all’apparenza insignificanti azioni  che hanno il potere di cambiare la nostra vita. Suggerisco la lettura del libro “Vivere, amare, capirsi” di Leo Buscaglia per cogliere pienamente fino in fondo questo messaggio. Buscaglia era un docente universitario italoamericano, ma soprattutto era un maestro di vita. Nel libro sopracitato sono raccolte le lezioni universitarie da lui tenute in un corso sull’amore presso la University of Southern California. In questo piccolo ma potente libro è contenuto un sapere rivoluzionario, che parte dal cuore, dai sentimenti veri e genuini che insegnano a guardare il mondo con occhi diversi, e allora viene naturale cambiare piccole abitudini che siano coerenti con quei sentimenti. Sorridiamo spontaneamente ad un estraneo che incrociamo per strada, carezziamo il cane randagio che si avvicina a noi titubante e timoroso, diciamo quel “ti voglio bene” ad un amico o parente che desideravamo dire da tanto. Perdoniamo, lasciamo andare, proviamo profondo rispetto per uno sconosciuto che incontriamo per la prima volta nella vita e che probabilmente non vedremo mai più. Grazie all’amore, alla consapevolezza, alla facoltà che ci siamo riconosciuti di poter scegliere. E si sta bene, in quella condizione. Perché lì, in quello spazio, siamo liberi di scegliere.

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