Spesso la sofferenza psicologica ed emotiva è collegata all’incapacità di vivere ed esprimere le proprie emozioni. Fin da piccoli ci viene insegnato a non manifestare le proprie emozioni “scomode” in quanto ciò potrebbe portare a comportamenti ed azioni inopportune. In particolare le emozioni considerate negative come rabbia e tristezza, ma anche quelle positive come la gioia, subiscono un processo di repressione per cui ben presto impariamo a trattenerle, ignorarle, giudicarle. Ma cosa succede ad una emozione quando viene repressa? Rimane lì, prigioniera all’interno del nostro animo e ben presto si manifesterà nel nostro corpo. Dapprima saranno solo sensazioni vagamente fastidiose come il famoso groppo alla gola causato dalla rabbia, o il senso di vuoto all’interno del petto per quanto riguarda la tristezza, poi nel lungo termine queste sensazioni diventeranno delle vere e proprie somatizzazioni che danneggeranno il nostro organismo. Anche la medicina occidentale sta finalmente riconoscendo che molte patologie che interessano i nostri organi interni derivano da un accumulo di emozioni negative non espresse. Ormai è entrata nel linguaggio comune identificare il fegato come “l’organo della rabbia”, tant’è che si usano espressioni quali “sono verde di rabbia” per indicare un accumulo di questa emozione che va ad influenzare il fegato. Il verde è infatti il colore della bile, il liquido che viene prodotto da questo organo che, quando è in sovraccarico a causa dell accumulo di rabbia non espulsa, emetterebbe bile in eccesso che, circolando all’interno dell’organismo, farebbe assumere un colorito verdastro alla pelle. E tanti altri organi sono interessati dal processo di somatizzazione delle emozioni, dal cuore allo stomaco fino ad arrivare ai reni. Ma allora cosa fare per garantirsi il benessere psicofisico? La risposta è molto semplice:imparare a lasciar fluire le emozioni. Quando siamo preda della rabbia o della tristezza sforziamoci di ricordare che queste emozioni ci fanno stare male perché le stiamo inconsapevolmente trattenendo. Esse vorrebbero scorrere nel nostro corpo per poi andare via, lasciarci liberi e leggeri. Vogliono essere vissute, per poi dileguarsi e sciogliersi come neve al sole. Così come sono venute, allo stesso modo potrebbero andare via, se solo ci concedessimo di viverle, di lasciare che esistano all’interno della nostra vita. Vi è mai capitato di sentirvi leggeri dopo un bel pianto oppure dopo un’esplosione di rabbia? Spesso le persone dichiarano di sentirsi meglio dopo aver dato sfogo alle loro emozioni represse. Perché hanno lasciato che fluissero, e se ne sono andate. Non ristagnano più all’Interno del nostro corpo. Ovviamente vivere le emozioni non vuol dire che si può dare libero sfogo ai nostri istinti ed esprimere liberamente in modo fuorviante le nostre pulsioni più basse. Esprimere la rabbia non vuol dire esplodere in modo violento e incontrollato ogni volta che ci pare e nei confronti di chiunque. Le emozioni vanno dosate, il processo catartico può avvenire anche grazie ad una sapiente capacità di utilizzarle in maniera misurata. In questo modo le emozioni scomode potrebbero diventare anche un utile strumento per la nostra vita e per gestire le situazioni della nostra quotidianità.

Share This