Recensioni

Dicono di me…

Home

Kama convincerà una diffidente Nokelia a scavare nelle personalità che la compongono alla ricerca di una pericolosa verità. Dove li porterà questo processo di consapevolezza che si è messo in moto? Sarà davvero rivoluzionario, porterà a un’evoluzione della specie e alla soluzione di tutti i guai come sostiene questo sconosciuto di nome Kama?

La conoscenza ha un prezzo, e diversi personaggi lo pagheranno. Con la sofferenza, con la morte. Dipenderà dalla strada che sceglieranno per ottenerla. Nella lettura scoprirete il significato di questa mia ultima affermazione e il significato del titolo di questo fantasy.

La trama è ben costruita ed è ricca, spicca certamente la fantasia dell’autore. Ciò che ho apprezzato, e che non si nota spesso, è il modo in cui l’autore approfondisce le sue stesse dichiarazioni, con spiegazioni logiche e pertinenti e comunque probabili, tenendo ovviamente conto dell’ambientazione e delle caratteristiche delle vicende. Quest’accuratezza permette alla storia di radicarsi profondamente nella mente del lettore che scorre le pagine e mostra, a mio giudizio, una particolare creatività e una padronanza nel gestire gli innumerevoli particolari che emergono nella narrazione.

https://vitoditaranto.wordpress.com/

“…Feci un sogno. Il sonno in cui ero piombato mi condusse verso un vortice di immagini, sensazioni ed emozioni a cui ancora oggi non riesco a dare un significato. Un’esperienza che ha travolto la mia vita. Che da quel momento ha cominciato a muoversi verso il fatidico. L’epilogo inevitabile, forse preventivato, forse no. Che mi ha confuso e spiazzato…”

La storia raccontata da Arsenio Siani, in “Roba degli altri mondi”, si svolge essenzialmente in un ambiente parallelo, in un mondo misterioso.

Un racconto dalle molteplici sfaccettature, commovente, con la narrazione delle disavventure del protagonista e l’empatia generata dalla descrizione degli stati d’animo. Emozionante, con la storia d’amore tra i due protagonisti ed avvincente, con la intricata trama avvolta da un alone di mistero che si srotola fino al finale.

Un romanzo che mi riporta alla mente il “De l’Infinito, Universo e Mondi” di Giordano Bruno, con il discorso principale tra Elpinio e Filoteo:

“…ELPINIO. Come è possibile che l’universo sia infinito?
FILOTEO. Come è possibile che l’universo sia finito?
ELPINIO. Volete voi che si possa dimostrar questa infinitudine?
FILOTEO. Volete voi che si possa dimostrar questa finitudine?
ELPINIO. Che dilatazione è questa?
FILOTEO. Che margine è questa?…”
Con questo dialogo immaginario tra Elpino e Filoteo comincia il De l’Infinito, Universo e Mondi di Giordano Bruno, l’opera più inquieta e folgorante del pensiero rinascimentale. Le sue visioni proiettarono l’umanità oltre l’eliocentrismo del sistema copernicano. Così come Bruno, “Roba degli altri mondi” di Arsenio Siani ci ricorda l’esistenza di un Universo infinito, costituito da infiniti Mondi, dove le stelle sono dei soli in numero infinito. Siani ci riporta inevitabilmente al pensiero di Marc Augé, «La ricerca del vero. Forse il segreto della saggezza più profonda degli individui sta (proprio) nel cuore delle ambizioni più vertiginose della letteratura che anticipa la scienza».

Gran parte della storia narrata da Siani, ricorda, dal punto di vista tecnico, la struttura delle storie del «Mad Friend» che G.C. Edmonson pubblicava su «The Magazine of Fantasy and Science Fiction» nei primi anni Sessanta. In quei racconti, Edmonson intrecciava due linee di storie, svolgendole simultaneamente con tecnica quasi contrappuntistica, usando le prime righe per distrarre il lettore dagli indizi disseminati nel corso del racconto secondario, in modo che la conclusione, quando ci si arriva, giunga come una sorpresa… sebbene siano stati forniti abbastanza elementi per poter capire, se non ci si fosse lasciati distrarre da elementi di contorno.

Il protagonista principale del racconto di Siani è Fabrizio, laureato in giurisprudenza che dopo un periodo negativo della sua vita, troverà lavoro, presso un ristorante della zona per eseguire la mansione di lava piatti.

Fabrizio, una sera si affaccierà dalla sua stanza e vedrà un uomo in mezzo la strada che l’osservava, sotto una pioggia incessante, si rivelerà una figura-fantasma nei giorni successivi. Fabrizio incontrerà finalmente in un bar Federica, timida, introversa, lavoratrice e si lascerà trasportare per una sera in un contesto, quasi surreale, una sorta di realtà parallela che sconvolgerà la vita del protagonista.

Il romanzo si mostra come una storia mitologica proiettata in un futuro possibile, le parole si scrutano e si osservano come quando si osserva una bella donna ed ogni parola riecheggia suoni argentei. È un opera di fantasia, ma tante cose sono reali! Quindi molto interessanti, rendono il romanzo più profondo. Ho passato metà del libro con il fiato sospeso e l’altra metà arrabbiato contro il destino, ma va bene comunque. Niente da dire riguardo i personaggi, sono ben caratterizzati e ognuno lascia qualcosa.

Un romanzo scritto con molti punti di vista che lo rendono più completo, mostrandoci tante sfaccettature e facendoci entrare ancora di più nella mente dei protagonisti. I vari caratteri, sono descritti bene, non tutti positivi o simpatici al primo impatto, ma rendono il tutto reale e che permette di immedesimarsi.

Uno dei tanti fattori che fanno venire voglia di andare avanti, leggere come finirà la storia, cosa faranno i personaggi.

Pieno di colpi di scena anche riguardo i nemici che riappaiono con doti più misteriose e che lasciano tutti sconvolti.

Insomma, una storia bella, ben scritta, che coinvolge e trasporta fino alla fine. La lettura procede spedita e alla descrizione dettagliata degli ambienti, sempre piacevole e mai noiosa, si alternano le fasi di azione mantenendo alta l’attenzione fino alla fine del libro che si ha la tentazione di leggere tutto in fiato. Il libro rappresenta il giusto mix tra realtà e fantascienza,direi pure che rappresenta una gemma abbagliante nel panorama letterario attuale.

Vi ritroverete dentro una Realtà Virtuale, un immenso videogame. Comunque e in definitiva vale la pena leggere questo libro, che vi porterà a riscoprire, attraverso le emozioni del protagonista, le vostre emozioni più intime.

Un ottimo libro, da non perdere assolutamente.

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.
…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

  • Recensione per Roba degli altri mondi a cura di Angela Costagliola, lettrice e blogger
    “Roba degli altri mondi” è un testo diverso dagli altri, decisamente particolare, molto suggestivo e originale.Il protagonista è Fabrizio, sente la necessità, come ogni ragazzo della sua età, di trovare l’amore.
    Fabrizio vive alcune depressioni comuni ad ogni ragazzo della sua età, ma purtroppo, su di lui sembrano gravare delle responsabilità maggiori.
    Si dimostra essere più maturo del dovuto e riesce ad innamorarsi di una ragazza Federica, ma questo non sembra rientrare nei piani dei “Maestri“. Il reale motivo per cui i Maestri ostacoleranno tutto ciò è il mistero che rende questo libro interessante e coinvolgente.
    Il libro si presenta suddiviso in dieci momenti singolarmente intitolati.
    Come ci chiarisce l’autore stesso,questo libro è il racconto di un messaggio che la sua mente riceve da un altro uomo che si trova nella sua stessa condizione. Lui infatti definisce la sua realtà come la proiezione di un’altra.
    Ogni pagina è raccontata in prima persona dall’autore, come se fosse un diario, un memoriale dei suoi avvenimenti.
    Un testo molto interessante che apparentemente sembra una storia di tutti i giorni,ma che vi sorprenderà pagina dopo pagina.
    Il testo si presenta scorrevole,mai prolisso,i dettagli son ben curati e minuziosi. La figura di Fabrizio riesce a racchiudere quella del ragazzo comune e… molto di più
    È un testo da leggere con attenzione e a mente aperta per il messaggio che l’autore vuole trasmettere

 

La grammatica dell’Anima – Arsenio Siani | Recensione

La grammatica dell’Anima” é la storia di Giorgio Lelli, il misantropo degli anni 2000. Un ragazzo che ha difficoltà a relazionarsi con il prossimo, un tipo solitario, scontroso, scostante, a volte scorbutico ma estremamente sensibile. Uno come tanti, che si rifugia nell’alcool e nelle scorribande con gli amici storici, Mario e Massimo, pur di sopravvivere a questo mondo. Un mondo in cui non riesce ad inserirsi appieno, ed in cui si sente perennemente fuori luogo ed inappropriato. Un mondo a cui non si sente di appartenere. Giorgio è cresciuto senza padre, causa un divorzio prematuro, e vive con sua madre ed il suo gatto Roger. Sarà proprio sua madre a vivere in prima persona i suoi tormenti ed i suoi repentini cambi d’umore, e sarà proprio lei a soffrirne di più.

Giorgio ha un sogno: aprire un caffè letterario. Una disputa con l’agente immobiliare lo farà cadere in uno stato depressivo, di insoddisfazione personale, da cui riuscirà a stento a riprendersi; ma questo sarà solo il principio scatenante di un’inevitabile caduta verso gli scheletri nascosti nella sua anima. L’incontro con Alessia, che lo aveva lasciato per Sebastiano, incrementerà il suo disagio e porrà altri punti interrogativi nel suo universo.

“Odio dover dimostrare qualcosa…l’amore condizionato…vorrei sentirmi dire da una donna ti amo, non ti amo perché… L’amore per me sta nell’essere, non nel divenire. Continuare una dichiarazione d’amore con quel complemento, il perché vincolante l’amore ad un fine, uno scopo che non sia l’amore stesso…

Il malessere di Giorgio si manifesta in scatti d’ira, attacchi di panico, episodi in cui lui stesso fa fatica a riconoscersi. Realizza di aver paura. Ha paura di se stesso. Si convince ad incontrare Guido Marini, uno psicologo e psicoterapeuta cognitivo e cognitivo-comportamentale. Sente di aver bisogno di aiuto. Giorgio si sente a suo agio durante le sedute, che vive come delle vere e proprie illuminazioni.

“Le emozioni, soprattutto quelle scomode, non sorgono dal nulla, sono sempre indotte da un evento”.

Giorgio instaura un rapporto di reciproca apertura e confidenza con il suo terapeuta. Da questo rapporto ne esce rigenerato. Nonostante imprevisti ed incontri malsani per la sua salute psico-fisica sente dentro di sé di avere una possibilità di rinascita.

“L’istinto di sopravvivenza può portare a decisioni drastiche, assolute, che però non sempre portano al risultato sperato.Ci illudiamo che i nostri errori possano essere cancellati con un colpo di spugna, ma non è così. L’errore rimane, la conseguenza ristagna sulle nostre vite pronta a manifestarsi…

L’approccio del dottor Marini è innovativo: non occorre focalizzarsi sul passato, alla ricerca delle cause. Ciò che conta é il presente, ed il modo in cui ti rapporti ad esso. “Ciò che provi é frutto di ciò che pensi”.

La grammatica dell’Anima” è un romanzo di formazione autobiografico. Quest’ultimo dettaglio lo ha reso ai miei occhi ancora più interessante. Non credo sia scontato riuscire a raccontarsi in questi termini. A dispetto della sua lunghezza, piuttosto ridotta, questo libro è ricco di contenuti e lascia molto al lettore. Non è un testo da abbandonare sul comodino o sulla scrivania. Invita alla rilettura. A chi non è mai capitato di mettere tutto in dubbio, di vivere un momento buio, di sentirsi annientato dal corso inevitabile della vita, di sentirsi inesistente agli occhi del mondo? Pochi fortunati eletti possono rispondere onestamente di no.

“Ogni anima ha la sua grammatica, un linguaggio comprensibile solo a chi la possiede, inaccessibile anche a colui che la possiede almeno fino a quando non riesce a trovare la chiave d’interpretazione.”

È un libro che apre una speranza, o quantomeno una possibilità, a tutti. Insegna che chiedere aiuto non è sinonimo di debolezza, tutt’altro. Riuscire ad affrontare se stessi é la sfida ed il traguardo più importante.

 

Share This