Spesso per formulare un desiderio, un’intenzione, un progetto, utilizziamo il pensiero negativo. “Non voglio più litigare con mia moglie”, “non voglio continuare a stare da solo”, “Non devo più fumare”, “non posso continuare a vivere in questo modo”.  Tuttavia il nostro desiderio rimane irrealizzato, viviamo un senso costante di frustrazione e di ansia rispetto ad un traguardo, sembra quasi che ci boicottiamo inconsapevolmente, preda di automatismi nei comportamenti che ripetiamo meccanicamente portandoci a porre in essere delle azioni incoerenti rispetto alle intenzioni che abbiamo espresso. Che cosa succede? Perché lo facciamo? Il problema è in quel “no” che abbiamo utilizzato per esprimere un nostro proposito in quanto esso “non arriva all’inconscio”. Secondo la PNL (programmazione neuro-linguistica) come anche altri indirizzi di pensiero noi programmiamo continuamente il nostro inconscio tramite il linguaggio. Il modo in cui parliamo di noi stessi e degli altri avrà delle ripercussioni sui nostri pensieri, parole e azioni future. Se passo le giornate a criticarmi, sfiduciarmi e demoralizzarmi finirò per convincermi di essere un incapace, inetto buono a nulla e mi priverò delle risorse per agire in maniera dinamica e costruttiva, sarò probabilmente passivo, rinunciatario e bloccato nelle azioni in quanto mi sono “autoprogrammato” in maniera più o meno consapevole per essere così.

Assodato ciò, cosa succede se esprimo una intenzione utilizzando il “no”? Dato che esso  “non arriva all’inconscio” esso non lo sente per cui il messaggio gli arriva in maniera distorta. Se dichiaro che “non voglio più litigare con mia moglie” il mio inconscio recepisce che “voglio litigare con mia moglie”, “non voglio continuare a stare da solo” diventa “voglio stare da solo”, e così via, e ovviamente ciò genererà quel circuito di nevrosi caratterizzato da una contraddizione in facto  tra le mie intenzioni dichiarate e le mie azioni. La soluzione quindi è esporre i miei propositi con il linguaggio positivo, ossia con delle affermazioni che non prevedano l’utilizzo del “non”. In questo modo “non voglio più litigare con mia moglie” diventa “Voglio avere un rapporto più sereno con mia moglie”, invece di dire “non voglio più restare da solo” dirò “desidero trovare una compagna con cui condividere la vita”, facendo così arrivare il messaggio corretto al mio inconscio, che guiderà le mie azioni concrete verso l’obiettivo che mi sono prefissato in maniera coerente e fluida. Il primo passo verso il cambiamento e la trasformazione interiore è rappresentato da una maggiore attenzione e presenza a noi stessi rispetto al modo in cui parliamo, al nostro linguaggio. Da lì può avere inizio la nuova storia della nostra vita. Ovviamente non basta. La costanza, il coraggio e la coerenza sono essenziali rispetto ad ogni obiettivo che ci prefiggiamo, ma il presupposto indispensabile per l’attivazione di queste virtù del cambiamento è rappresentato dalla parola, in particolare dal linguaggio positivo, con cui possiamo affermare falsità e verità, menzogna e realtà. Inconsapevolmente o consapevolmente. Verso gli altri e verso noi stessi.

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