Thomas Edison è indubbiamente stato uno dei principali geni della storia. Universalmente noto per l’invenzione della lampadina, gli viene attribuito il record di 1.093 brevetti registrati a suo nome tra Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania. Un geniale inventore oltre che un astuto imprenditore, le sue invenzioni hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere, favorendo l’avvento dell’era dell’energia elettrica.

Su Edison viene narrata una storia: all’età di 10 anni rientrò a casa dalla scuola e consegnò una lettera a sua madre da parte del direttore dell’istituto. Lei lesse la lettera al figlio con le lacrime agli occhi: “suo figlio è troppo dotato per gli standard del nostro istituto, le suggeriamo di seguirlo personalmente nel suo percorso educativo”.

E così fu. Edison lasciò la scuola e fu educato tramite lezioni private da parte della madre.

Anni dopo, quando Edison era già diventato famoso grazie alle sue più importanti invenzioni e sua madre era morta da tempo, rovistando tra vecchi documenti di famiglia ritrovò la lettera della scuola. Edison la lesse e rimase sconvolto. In essa in realtà vi era scritto: “siamo spiacenti di informarla che il livello di intelligenza di suo figlio è inadeguato per gli standard del nostro istituto, pertanto egli è espulso dalla scuola.”

La madre di Edison non ha voluto credere a ciò che dicevano gli insegnanti del figlio e ha continuato a credere in lui, nel suo talento e nelle sue doti. Una storia di amore materno profonda e commovente ma c’è un aspetto, in questo racconto, che dovrebbe far riflettere più di qualunque altro: ovvero che siamo tutti uguali e perfettamente dotati della capacità di fare emergere le nostre potenzialità e il nostro vero Io. Ogni singola vita possiede il germe della creatività e del genio, la loro emersione nella vita di un individuo dipende dalle convinzioni che nutriamo in noi stessi. “Siamo ciò che pensiamo”, la nostra realtà e l’ambiente circostante dipendono dalle nostre abitudini di pensiero, se io penso a me stesso come ad un genio e agisco coerentemente con questo pensiero allora affermerò nel mondo la mia genialità innata e sprigionerò il mio vero potenziale. Allo stesso modo se sono preda di pensieri di inadeguatezza, incapacità e mi ritengo un inetto buono a nulla sarò condannato a creare la scarsità che sto progettando con la mia mente. “Penso, dunque sono”. Il pensiero crea, la differenza tra la vittoria e la sconfitta, tra l’affermazione di sé e una vita di apatia e scarsità la fanno unicamente le  convinzioni che nutro su me stesso. Edison fu favorito in ciò da un eccellente mentore, che fu in grado di vedere in lui quella gemma preziosa e seppe prendersene cura coltivando il suo talento e le sue doti. Ma ciò che è certo è che tutti abbiamo la possibilità di cambiare la nostra vita, scardinando le nostre errate convinzioni e rivelando la nostra vera, profonda natura.

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