Ho poche certezze nella mia vita. Ma su una cosa resto fermamente convinto, ed è in fin dei conti questa convinzione che mi spinge ad andare avanti nella vita, a continuare a lottare, a scrivere, sfidarmi e sognare: tutti gli esseri umani, tutti, nessuno escluso, hanno l’innato potenziale per raggiungere la felicità e la piena realizzazione personale. Tanti, troppi, purtroppo trascorrono la loro esistenza senza giungere mai a questa consapevolezza, trascorrendo tutta la loro esistenza in modo anonimo, priva di significato, limitandosi a sopravvivere senza uno scopo. Lasciano questo mondo pieni di rimpianti, con la sensazione di essersi fatti sfuggire troppe occasioni per essere felici e sperimentare uno stato di pienezza dell’essere. Perché avviene ciò? Cos’è che blocca queste persone dallo sperimentare, assaporare e conoscere la vita? Personalmente ritengo che l’elemento di distinzione sia rappresentato dalla “paura”, al punto che possiamo distinguere gli esseri umani in due categorie: coloro che sono liberi e coloro che hanno paura. Paura di cosa? Paura dell’inadeguatezza, di non essere all’altezza, la società e l’ambiente ha condizionato questi soggetti al punto tale di impedirgli di sentire e riconoscere il valore di sé. La paura del giudizio e della critica altrui viene vissuta in maniera così devastante da inibire ogni possibilità di azione, reazione e di esprimere la propria creatività, tenacia o coraggio. All’opposto ci sono invece quei pochi esseri umani che vivono uno stato di libertà che vuol dire non essere schiavi di quei condizionamenti che incatenano la maggior parte degli individui. È facile riconoscere se un individuo è libero oppure vive in una condizione di paura: talvolta basta uno sguardo, la postura, il tono di voce, il tipo di camminata. Anche con il corpo si può esprimere libertà o paura. Altre volte le persone ci raccontano la loro storia e allora capiamo, riconosciamo negli eventi narrati se il motore dell’esistenza di quell’individuo sia stata la libertà o la paura. I segnali della paura, generalmente, sono: la confusione, l’impazienza, il senso di colpa, il senso di sconfitta,il vittimismo, l’egocentrismo.

I segnali della libertà sono invece: l’accettazione di sé stessi con i propri pregi e difetti, la capacità  di distacco dagli eventi negativi,la generosità rispetto al prossimo, la determinazione, la forza interiore.

La cattiva notizia, come abbiamo detto, è che la stragrande maggioranza delle persone vive nella paura, condizionata da impedimenti e limiti inconsciamente autoimposti. La buona notizia è che ci si può liberare dalla paura.

Per fare questo passo per prima cosa è necessario riconoscere di avere paura. Non esiste strada per il cambiamento che non passi da una presa di coscienza di ciò che realmente stiamo vivendo. La consapevolezza della paura permette di riconoscere anche che c’è un’alternativa e quindi una possibilità di scelta. Da lì in poi può partire un processo che parte da un’osservazione dei propri comportamenti quotidiani per capire quali sono le situazioni o le condizioni ambientali che innescano la paura e il comportamento egocentrico, vittimista, confuso, ovvero quel modo di agire che è dominato dalla paura. A quel punto ci si può chiedere quali comportamenti alternativi si potrebbe porre in essere se non si fosse dominati dalla paura. Se si fosse liberi di scegliere e di esprimere la propria vera natura cosa si farebbe? Quale atteggiamento libero, non condizionato, si potrebbe adottare?

Questo allenamento costante farebbe sì che ad un tratto, in maniera completamente naturale, esprimeremmo la nostra libertà.

Saremmo liberi. Noi stessi, profondamente, unicamente noi.

 

 

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