Obiettivi e risultati non sempre coincidono. Spesso ci poniamo un obiettivo, una meta, ma il risultato a cui giungiamo non sarà necessariamente ciò che ci aspettavamo. Questo avviene perché l’obiettivo, spesso, rappresenta solo un espediente per alimentare il nostro ego, non desideriamo davvero raggiungere quel traguardo, l’unica motivazione che ci muove è rappresentata da un’illusione, un’aspettativa fuorviante che ci fa pensare: “sarò felice solo quando avrò raggiunto quel risultato”. Tuttavia pare che la maggior parte delle persone, quando arriva alla meta, rimanga delusa, perché avevano caricato l’obiettivo di aspettative talmente alte da rasentare l’idealismo. Posticipare la nostra felicità ad un evento futuro non è un modo sano di vivere, si rischia di venire destinati alla frustrazione e all’infelicità in quanto la vita diventa un continuo tentativo di rincorrere la felicità futura trascurando l’adesso, il percorso, dando eccessiva importanza al traguardo, alla meta.
Per evitare di cadere in tale errore bisogna quindi:
1)formulare l’obiettivo in modo positivo (determinando ciò che si vuole, senza soffermarsi su ciò che NON si vuole)
2) predeterminare un piano d’azione (scrivere le azioni da fare, le cause da porre in essere, che secondo noi ci porteranno a quell’obiettivo)
3) prefigurarsi le conseguenze del raggiungimento di quell’obiettivo, ovvero chiedersi quali effetti esso avrà sulla nostra vita e sulle persone che abbiamo intorno.
Se ci rendiamo conto che gli effetti non sono quelli che ci aspettavamo, possiamo cambiare obiettivo, o mantenere lo stesso integrandolo con nuovi elementi, altre cause o obiettivi secondari.

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