La vita è impermanente. Tutto scorre, muta, cambia, tramite un flusso continuo ed inarrestabile che alimenta l’intero Universo dalla notte dei tempi. Spesso questo cambiamento è invisibile, avviene ad un livello sottile ed impercettibile dell’esistenza. Le cellule del nostro corpo si rigenerano di continuo, gli alberi crescono in maniera lenta ma costante, perfino la materia insenziente è subordinata alla logica dell’impermanenza, le rocce sono soggette al processo di erosione causato dall’aria, le acque del mare evaporano, si condensano in nubi nel cielo, ricadono sulla terra tramite la pioggia o neve che ricopre le cime delle montagne, con il cambiamento delle stagioni essa si scioglie, torna ad essere acqua, arriva ai fiumi oppure ai laghi, irriga i campi, viene risucchiata dalle radici delle piante, le nutre e alimenta la crescita.

La “Vita”. Siamo parte di un meccanismo perfetto, in continuo divenire, tanti pezzi di un mosaico meraviglioso interconnessi tra loro, ogni singola molecola, atomo o particella contribuisce all’esistenza di questo mondo, anche un singolo granello di sabbia ha il suo ruolo, tutti gli esseri viventi sono importanti  e vivono su questo pianeta per uno scopo.

Questa consapevolezza è importante sotto due aspetti: 1) sul piano personale come antidoto alla sofferenza. Quando soffriamo infatti l’elemento di maggiore disturbo può essere rappresentato dalla convinzione della permanenza di quella sofferenza, ovvero che la causa di quel dolore è destinata a non andare mai via e siamo quindi destinati a soffrire in eterno. Essere consapevoli dell’impermanenza di tutte le cose può aiutarci a recuperare il coraggio e la speranza per superare i momenti difficili che inevitabilmente si presentano nella nostra vita. Panta rei, dicevano i greci. Tutto scorre. Tutto passa. Anche la sofferenza. Anche la gioia. Le cose belle finiscono, purtroppo. E anche le cose brutte, per fortuna. Nulla è eterno, se non il divenire. La primavera si trasforma in inverno, che a sua volta torna ad essere primavera, secondo il ciclico ritmo della vita.

2) Sul piano interpersonale può donarci la serenità e l’accettazione incondizionata di tutte le forme di vita, la consapevolezza che siamo tutti unici, importanti e preziosi può migliorare i nostri rapporti con il prossimo, ma anche con l’ambiente. Il vero amore che si nutre del rispetto dell’altro, dell’essere umano come dell’animale, pianta, montagna,o oceano. Non più causa di gioia e sofferenza, rabbia e incomprensione, o come risorsa da sfruttare e piegare alla mia volontà. Ma parte del tutto, frammento di eterno come me. Simile a me al livello più profondo dell’esistenza, nel ricoprire un ruolo fondamentale ed imprescindibile a quella meraviglia chiamata Vita.

I litigi, i conflitti, le guerre, come lo sfruttamento indiscriminato delle risorse materiali dell’ambiente con i conseguenti problemi legati all’inquinamento, deterioramento e distruzione dell’ecosistema hanno origine dalla convinzione di essere “Isole”, separati dal resto del mondo da un oceano di differenze e disuguaglianze solo apparenti e di superficie. Recuperare questo profondo senso di appartenenza al tutto e di uguaglianza può permetterci di evadere da quella prigione dell’anima che ci siamo costruiti da soli, uno stato d’animo infernale all’origine del male individuale e collettivo.

 

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