Le convinzioni limitanti hanno origine da uno o più eventi del nostro passato, probabilmente dell’infanzia, durante cui siamo stati giudicati da qualcuno. L’eco di quella voce rimbomba nella nostra testa fino all’età adulta, consolidandosi come una convinzione, una certezza inossidabile e inattaccabile. Questa convinzione limita le nostre possibilità nel presente in quanto ci depotenzia. Crediamo di non valere, di essere privi di qualità perché quell’evento ha minato la sanità della nostra crescita psicologica ed emotiva. Ciò che è peggio è che quella convinzione è “pervasiva”: ovvero la nostra convinzione limitante n un ambito coinvolgerà tutti gli ambiti nella nostra vita, per un malsano meccanismo di contaminazione saremo convinti che il giudizio negativo rivolto a noi in un ambito della nostra vita, coinvolgerà anche altri aspetti. Se il giudizio negativo riguarderà la prestazioni scolastiche, saremo automaticamente propensi a credere di non avere qualità positive in generale, come persone. Dall’ambito scolastico il giudizio si trasferirà alla sfera personale e allora ” sei stupido” detto da una insegnante di scuola potrebbe diventare “sei stupido nella vita”, ” sei stupido nei rapporti umani”, “sei stupido come compagno”.
Ma non è così. La mente è ingannevole, non ci dire la verità su noi stessi e sulla nostra vera condizione. Per rendersi conto dei tranelli svalutanti della nostra mente basta ricorrere ad un semplice esercizio: innanzitutto scrivete un racconto sulla vostra infanzia, cercate di recuperare un evento in cui vi siete sentiti giudicati da qualcuno. Poi elencate le convinzioni limitanti che hanno avuto origine da quell’evento (sei stupido, sei ignorante, sei imbranato, ecc.) Accanto scrivete l’opposto della convinzione limitante, ovvero la versione positiva ( sei stupido diventerà sei brillante, sei ignorante diverrà sei intelligente, al posto di sei imbranato potreste mettere sei diligente e scrupoloso, e così via). In seguito, scrivete un altro racconto in cui riportate un evento del vostro passato in cui è emersa la qualità opposta rispetto alla convinzione limitante ( quindi potreste raccontare di quella volta in cui vi siete dimostrati intelligenti, diligenti e così via).
Rileggete più volte il racconto. Cosa provate? Mettetelo a paragone con l’altro racconto. Siete sempre voi, il protagonista è lo stesso. Cambia l’ambientazione, il contesto, le persone con cui interagite. Al centro ci siete sempre voi, con i vostri limiti, i vostri difetti ma anche le vostre qualità. Da queste ultime potete ripartire per scrivere le pagine del vostro futuro, della vostra vita. Partendo da una nuova, rinnovata consapevolezza.

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