Lasciare andare. Quante volte, davanti ad una sofferenza, un periodo difficile o a momenti di disagio nella nostra vita ci sentiamo ripetere questa frase? Un consiglio appassionato che proviene dal cuore, una frase sussurrata spesso con dolcezza e serenità: “lascia andare”. Forse la ricetta della felicità è tutta lì, in questa capacità di ” alleggerirsi”, liberarsi del superfluo, dall’inutile, di ciò di cui non abbiamo bisogno nella nostra vita. E il superfluo da cosa è rappresentato? Da ciò che ci appesantisce e rallenta la nostra vita.
Vivere con la capacità di lasciare andare permette di sviluppare un punto di vista “ecologico”, ovvero di occuparsi delle proprie faccende quotidiane da una prospettiva di ” decrescita “, ovvero di rinuncia, principalmente a beni materiali. “Le cose che possiedi prima o poi ti possiedono”, recitava un celebre film. Se riusciamo a rinunciare alla brama di possesso e quindi all’idea che la nostra felicità sia quantificabile, ovvero dipenda da quante cose possediamo. Più possiedo, più sono felice, è questa la convinzione distorta che dobbiamo sgretolare, un pensiero che genera attaccamento alla materia e distacco da ciò che è realmente importante nella vita. Si dice spesso che la felicità risiede nelle cose semplici, o nelle piccole cose. La felicità è una ” qualità dell’essere”, piuttosto che una quantità.
La capacità di lasciare andare va coltivata e allenata. Non arriva improvvisa, può emergere tramite piccole conquiste, rinunce quotidiane a qualcosa che non ci serve più: meno cibo, meno cellulari, meno vestiti, meno internet e social network. Pian piano, partendo da questi traguardi, possiamo infine riuscire a lasciare andare ciò che più di ogni altra cosa ci fa stare male, i pilastri della nostra sofferenza: una relazione trascinata per troppo tempo, un lavoro che non ci piace e non ci dà soddisfazione. Avremo imparato a “fare spazio”, così da lasciare entrare il cambiamento nella nostra vita.

 

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