Tutti, nel corso della nostra esistenza, manifestiamo del valore e delle potenzialità in alcuni ambiti della nostra vita mentre in altri mostriamo di avere delle carenze o delle lacune. Per tendenza, ma anche per educazione, o esperienza, o ancora per peculiarità caratteriali, spesso riusciamo a raggiungere dei risultati notevoli e soddisfacenti nel lavoro, o nella vita di coppia oppure nello sport ma nonostante questo, non riusciamo a brillare in un altro settore, e la difficoltà ad emergere in esso ci provoca sofferenza, frustrazione, disagio.
Eppure il potenziale c’è, se ad esempio sono brillante negli studi e riesco a raggiungere risultati brillanti in modo semplice e lineare potrei utilizzare quella stessa forza di carattere per raggiungere i miei obiettivi anche in ambito relazionale e invece mi ritrovo ad essere precario negli affetti, sono timido, insicuro e debole, non riesco a far emergere il mio potenziale proprio dove ne avrei più bisogno. Passano i mesi, gli anni, gli automatismi si consolidano e io potrei essere sempre più affermato nel mio settore privilegiato e ancora più frustrato in quello più sfidante.
Fin quando non divento consapevole delle mie convinzioni limitanti rischio di alimentare un circuito che tende ad escludere dal mio controllo e dalle mie decisioni ciò che diventa di primaria importanza in quanto anelato, bramato ma mai realmente raggiunto. Una delle discipline che ha cercato di dare uno strumento di risoluzione a questo problema è la P.N.L. (programmazione NeuroLinguistica).Richard Bandler e John Grinder, fondatori di questa pratica, si sono a loro volta rifatti agli insegnamenti di Milton Erickson, psichiatra e psicoterapeuta statunitense, in particolare alle sue tecniche che prevedevano l’utilizzo del linguaggio ipnotico per indurre il paziente in uno stato di trance attraverso cui fare emergere le sue risorse latenti. Nacque così la “tecnica dell’ancoraggio”, nota a tutti gli operatori di P.N.L., che prevede il trasferimento di risorse da un ambito ad un altro della nostra vita.
Per essere sicuri che la tecnica funzioni è ovviamente necessario essere guidati da un ” facilitatore” esperto, in ogni caso può essere utile capirne il funzionamento in teoria così da stimolare il desiderio in sé stessi di approfondire e provare.
La tecnica prevede innanzitutto una conoscenza preliminare dei fondamenti del linguaggio ipnotico. Sostanzialmente la persona viene guidata in una visualizzazione durante cui le viene fatto rivivere un momento della sua vita in cui si è sentita a suo agio, manifestando una risorsa o il proprio valore. La persona viene invitata a rivivere quel momento utilizzando tutti i sensi poi, quando sentirà di essere arrivata al culmine dell’esperienza, le verrà chiesto di fare un “gesto” fisico, un movimento del corpo che gli permetta di “ancorare” quella risorsa al gesto stesso. Quest’ultimo, che deve essere il più naturale e spontaneo possibile, permetterà poi di manifestare quella risorsa ad essa collegata ogniqualvolta l’individuo ne sentirà il bisogno. Se per esempio ho delle carenze nei rapporti con l’altro sesso, potrei fare un ancoraggio con una mia risorsa di sicurezza e brillantezza che ho manifestato in ambito lavorativo. Poi, prima di un appuntamento galante, potrei ripetere la visualizzazione, rivivere l’esperienza positiva per calarmi in quello stato psichico ed emotivo di benessere e stabilità e poi fare il gesto con cui procedere all’ancoraggio. In questo modo, durante l’appuntamento, potrò manifestare quelle doti che possiedo ma non sono mai riuscito a trasferire dove ne avevo bisogno.
Funziona? Provare per credere!

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