Tutti abbiamo pregi e difetti. Tuttavia non sempre quelli che consideriamo difetti lo sono realmente. Ci sono dei comportamenti che teniamo abitualmente e che ci causano disagio, dolore e frustrazione che in realtà presentano un grosso potenziale positivo. Il fatto che questo potenziale non si riesca a manifestare dipende dal fatto che esso è calato nel contesto sbagliato. Non abbiamo consapevolezza di quel comportamento, generalmente nella vita viaggiamo col pilota automatico inserito per cui non siamo consapevoli di come stiamo agendo. Per ovviare a questo disagio la PNL (programmazione neurolinguistica) ha creato una tecnica terapeutica chiamata “ristrutturazione”. Essa consiste nel far emergere la consapevolezza nel paziente delle potenzialità che presenta un suo determinato modo di essere qualora si manifesti all’interno della cornice adatta. Per far comprendere appieno come funziona questa tecnica nei manuali viene citato l’esempio di una terapeuta che riporta una caso da lei trattato in cui tenne in cura presso di sé un’intera famiglia, composta dai coniugi e dalla figlia. I componenti di questa famiglia volevano migliorare le dinamiche relazionali che avevano tra loro per cui avevano deciso di andare in terapia. Uno dei temi riportati dal trio riguardava il comportamento indisciplinato della figlia, definita dai genitori ” una testa dura”, che faceva sempre ciò che voleva senza mai dare ascolto a ciò che le dicevano loro. La terapeuta disse:”meraviglioso! Ci rendete conto di quanto è fortunata vostra figlia ad avere un carattere così forte? Immaginate in quanti contesti questa sua qualità potrebbe tornarle utile. Per esempio se fosse aggredita da un malintenzionato vostra figlia avrebbe maggiori possibilità di scamparla rispetto ad una coetanea col carattere più debole.”
I due coniugi calarono la testa, distolsero lo sguardo e ci rifletterono un pò. Poi dissero di aver capito.
La terapia continuò con la ristrutturazione di altre dinamiche familiari e altri aspetti di ciascun membro della famiglia da ristrutturare. Per esempio emerse che uno dei comportamenti disfunzionali del padre consisteva nella sua propensione a cercare di avere sotto il proprio controllo le altre persone. La terapeuta riuscì a far vedere a lui e ai suoi familiari le qualità di questo altro aspetto, dei traguardi che gli aveva fatto raggiungere nella vita relazionale e professionale. Così questo aspetto fu accettato anche dalla figlia.
Questa storia ci aiuta a capire che non esiste il positivo e negativo assoluto, il giusto e sbagliato oggettivo, il pregio inossidabile e il difetto indissolubile. È tutta una questione di prospettiva, punto di vista e consapevolezza rispetto alle nostre dinamiche interiori.
Se avete anche voi un comportamento che non riuscite a smettere di perpetrare provate anche voi questa tecnica della “ristrutturazione”. Scrivete su un quaderno oppure aiutatevi con una visualizzazione per immaginare ulteriori contesti in cui quel comportamento potrebbe risultare una risorsa anziché un limite. Potreste stupirvi di voi stessi nel riconoscere quanto potenziale si nasconde dentro di voi.

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