Per resilienza si intende, in ambito ingegneristico, la capacità che ha un materiale di resistere agli urti senza spezzarsi. Mutuato nell’ambito della psicologia, questo termine indica la capacità innata che ha ogni individuo di reagire ai momenti difficili e affrontare le sofferenze con atteggiamento positivo e dinamico. Da sempre l’uomo ha manifestato questa capacità in quanto la storia dell’umanità è caratterizzata da eventi funesti quali guerre, carestie, pestilenze, disastri naturali, intemperie. Eventi che hanno piegato l’uomo, senza spezzarlo. L’umanità si è ripresa da qualunque evento traumatico, la vita ha continuato il suo percorso naturale verso il futuro, con coraggio e determinazione.
La resilienza presuppone la capacità di vedere il lato positivo in qualsiasi evento, anche in quelli negativi. Chi sviluppa un’ottica resiliente riesce infatti a vedere l’opportunità che si cela dietro la crisi o la difficoltà che si palesa lungo il suo cammino. È l’opportunità del cambiamento, della trasformazione della nostra vita. Se accettiamo la difficoltà con un atteggiamento di sfida e ne cogliamo la potenzialità e l’occasione che ci viene offerta, riusciremo a tramutare il veleno in medicina, l’ostacolo in risorsa. Come il fiore di loto che cresce nella melma, così possiamo attingere a quell’evento come ad un nutrimento, formarci, crescere e maturare non solo “nonostante”, ma soprattutto “grazie” a quella difficoltà.
Per quanto innata in qualsiasi essere umano, la resilienza è una qualità che non sempre si manifesta negli individui. Alcuni sono maggiormente predisposti grazie a fattori esterni che ne hanno influenzato il carattere (es. L’educazione familiare e scolastica, che ha offerto modelli positivi di comportamento orientati all’ottimismo, alla fiducia e all’autostima) o per merito di un’impronta psichica maggiormente predisposta alla resilienza (es. Le persone sensibili sono tendenzialmente più resilienti), ma la buona notizia è che tutti hanno la facoltà di far emergere questa risorsa. Per alcuni può essere più difficile, tuttavia un buon percorso psicoterapeutico permette di accedere a questa qualità anche alle persone che abbiano un’ottica della vita più negativa e siano tendenzialmente predisposti alla sofferenza e alla depressione.

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