Uno dei mali peggiori della nostra società è rappresentato dalla noia. Viviamo in un contesto sociale in cui la routine è fondamentale, le giornate sono scandite da ritmi ben precisi che chiedono la ripetizione perpetua di gesti e azioni sempre simili. Ci alziamo dal letto, facciamo colazione, andiamo a lavoro, vi trascorriamo diverse ore della nostra giornata, torniamo a casa, ci dedichiamo alla famiglia, ceniamo, guardiamo la televisione, andiamo a letto, magari facciamo l’amore con la nostra compagna/moglie, poi ci addormentiamo, ci risvegliamo e il giorno dopo siamo pronti a ripetere questa sequenza. Passano i mesi, gli anni e lo spettacolo non cambia, sembriamo prigionieri di un incantesimo che ci tiene intrappolati nella medesima eterna giornata che si ripete di continuo, è come se qualcuno schiacciasse il tasto “rewind” ad ogni alba e rimandasse indietro il nastro della nostra vita facendoci rivedere lo stesso film. Inevitabilmente questa routine porterà a far emergere la noia, quella condizione di apatia emotiva caratterizzata dell’incapacità di emozionarsi, passività, pigrizia, perdita di energia vitale. Non proviamo né gioia né dolore, ogni cosa smette di avere interesse, ci rifugiamo in paradisi artificiali donati dalla televisione e internet che tramite i social network, le serie televisive e spettacoli del palinsesto ci permettono di trovare un’oasi di pace dove scavare alla ricerca di un’emozione forte, qualcosa che ci faccia sentire vivi, un palliativo momentaneo da anteporre all’arido deserto che abbiamo dentro l’anima. Qualcuno si rifugia nella droga o nell’alcol, ogni mezzo diventa lecito pur di colmare quel senso di vuoto che lacera ogni fibra del nostro essere, il tempo passa e le catene diventano sempre più spesse, pesanti e difficili da spezzare, creiamo nuovi vincoli che ci legano ancora di più alle abitudini che sono la causa del nostro malessere, apriamo un mutuo per  comprarci una casa condannandoci a dover restare in eterno in quel luogo di lavoro senza stimoli né opportunità di crescita, l’età avanza e aumenta il bisogno di riposo sottraendo altro spazio al nostro già esiguo tempo libero in cui potremmo sperimentare nuove attività per rivitalizzare le nostre giornate e tutto ciò potrebbe avere degli  effetti deleteri per la nostra salute, taluni giungono a soffrire di ansia e depressione in conseguenza di una vita troppo asettica, faticano a trovare un senso alle loro giornate e un significato alla loro vita.

La noia uccide la fantasia, ci dimentichiamo delle nostre risorse latenti e dei talenti che possediamo e con cui potremmo evadere dal grigiore di quelle giornate tutte uguali tra loro, diventiamo sempre più vittime degli ingranaggi della società, di un mondo che annienta la magia, la poesia, il sentimento di stupore e meraviglia che provavamo da bambini, quando la vita era ancora un’avventura e una scoperta continue.

Qual’è la soluzione alla noia? Taluni prendono decisioni estreme, si lasciano andare al nichilismo ed in un impeto di impavidità lasciano il lavoro, mollano legami e affetti e partono per viaggiare in terre lontane, spinti da uno spirito di avventura ed un entusiasmo che fanno tornare a battere il cuore. Viaggi romantici, senza una meta né un luogo dove dormire, zaino in spalla e via su sentieri selvaggi in luoghi incontaminati dalla tecnologia in cui il tempo si fermato, per tetto un cielo di stelle, ogni giorno un luogo nuovo da vedere, visitare e scoprire.

Ma è davvero necessario giungere a scelte così estreme pur di evadere dalla monotonia che contraddistingue le nostre giornate? Una decisione impavida, certo, che non conosce la paura. Ma non è necessariamente una virtù. C’è differenza tra impavidità e coraggio, l’uomo impavido non ha paura, mentre l’uomo coraggioso non ha paura di aver paura. La conosce, e ne riconosce l’importanza, il dono della prudenza e della riflessione. Impavidità è rischio, lanciarsi a capofitto nelle situazioni, impeto, frenesia, impulsività, azzerare tutto per ricominciare daccapo. Coraggio è saggezza, calma, lucidità, capacità di prevedere le conseguenze delle nostre azioni. Coraggio è mediare, provare ad andare avanti, osare con passi lenti ma decisi. Tornare indietro, riprovare, prendere un’altra strada dopo avere imparato la lezione dettata dal precedente tentativo.

Ci vuole coraggio per vincere la noia, sforzarsi di scoprire la magia delle piccole cose, in ciò che già abbiamo, non in ciò che avremo o vorremmo avere. Spesso ci accorgiamo dell’importanza di una persona o di una cosa solo quando l’abbiamo persa per sempre e allora riscopriamo quanto è importante, proviamo gratitudine per ciò che abbiamo, per ciò che ha portato nella nostra vita, notiamo un dettaglio che ci è sempre  sfuggito, un  aspetto della persona che amiamo che ci piace tanto ma avevamo dimenticato. Notiamo un oggetto in casa che diamo per scontato, ma se ci soffermiamo su di lui ci accorgiamo che è legato ad un ricordo, il cuscino ricamato che mi regalò mia nonna, il set di posate che ho comprato in compagnia dei miei genitori quando ero piccolo- che bella giornata ho trascorso!- e le emozioni riemergono, mi commuovo, provo gioia, tenerezza, tristezza, il senso di vuoto viene colmato da un miscuglio di sentimenti pulsante di vita. E allora mi accorgo che la felicità non si trova in terre lontane e in luoghi inaccessibili ma è nel qui e ora. In ciò che ho già, che devo riscoprire guardandolo con altri occhi.

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