La PNL (programmazione neurolinguistica) presenta una varietà di modelli di lavoro impressionante. E’ il ramo più prolifico degli ultimi anni per quanto riguarda la crescita personale, ed uno dei modelli più utilizzati (anche perchè molto semplice) è quello della Disney strategy, creato nel 1994 da Robert Dilts. Esso prende nome dal motto di Walt Disney “se puoi sognarlo puoi farlo” e riprende il concetto delle “parti”, caro alla PNL come ad altri indirizzi a carattere olistico e di empowerment, secondo cui la nostra personalità è appunto strutturata in varie parti, o sè, ognuna delle quali porta una convinzione su un determinato tema. Riuscire a comprendere che un determinato pensiero, un comportamento o quache atteggiamento che portiamo avanti nella nostra vita rappresenti solo una parte del nostro essere, permette di alimentare una consapevolezza ed una centratura che ci liberano dalle catene in cui ci siamo imbrigliati da soli. e ci fa andare avanti nel perseguimento dei nostri obiettivi. Nella Disney strategy si ascoltano i pensieri e le convinzioni di tre specifiche parti: il Critico, il Realista e il Sognatore. Quando abbiamo un obiettivo vuol dire che c’è una parte di noi che sta sognando, che spesso però subisce le intereferenze di una parte (il Critico) che svaluta quel sogno, ritenendolo irrealizzabile o impossibile da raggiungere, facendo vedere solo i limiti, le debolezze e le difficoltà legate a quell’obiettivo. Poi c’è il Realista che è colui che invece mi può donare la visione del presente, quella capacità di capire quali siano le azioni concrete, giornaliere, da portare avanti puri di perseguire il mio obiettivo. E’ una parte concreta, che sa che la realizzazione di un sogno deriva dalla somma di tanti tasselli, rappresentati dalle cause che ho quotidianamente messo in atto per andare in una determinata direzione.

Le tre parti, nella Disney strategy, possono essere ascoltate tramite un esercizio di psicogeografia, che consiste nel posizionarsi in diverse zone della stanza in cui dare voce di volta in volta al Critico, al Realista e al Sognatore. Pensare di entrare in quella dimensione, di volta in volta, e ascoltare i cambiamenti fisiologici che avvengono all’interno del corpo, permette di identificare quei pensieri derivanti da ciascuna parte ed avere così un quadro d’insieme più coerente e razionale.

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