Quando vengono presentati i protagonisti delle storie è necessario che ne venga fatta una descrizione evocativa, che permetta al lettore di coglierne l’essenza e le peculiarità. Ciò non vuol dire che la descrizione dovrà essere scrupolosa, dettagliata, ricca di particolari riportati come se si stesse osservando con la lente d’ingrandimento. Come nel caso della descrizione dell’ambeinte anche qui vale il principio di “mostrare, non raccontare.” Pochi ed utili dettagli sono sufficienti per richiamare uno stato emotivo, un’impressione o un’intuizione su un determinato personaggio, così da richiamarne la personalità e i tratti caratteriali. Una descrizione efficace di un personaggio è quindi quella che parte da dettagli fisici esterni che permettano di scivolare gradualmente su aspetti introspettivi, in modo da  “sentire” l’enigmaticità di un sorriso appena accennato, la malinconia di uno sguardo, l’arrogante tracotanza richiamata dall’ampiezza della fronte, la tenerezza evocata dal manto soffice di capelli riccioluti che cascano sulle esili spalle, e così via.  

Provate a fare questo esercizio: è necessario essere in coppia, per cui scegliete un vostro amico con cui lavorare e mettetevi seduti uno di fronte all’altro. Guardatevi, e semplicemente “state”. Osservatevi senza parlare, notando tutti i dettagli fisici del vostro compagno in modo scrupoloso. Mentre osservate, rimanete sintonizzati sul vostro mondo emotivo, concentratevi sulla vostra interiorità e notate quali sensazioni ed emozioni emergono man mano che approfondite l’aspetto fisico del vostro compagno. Può darsi che qualche dettaglio evochi un ricordo? Il sorriso malinconico vi ricorda qualcuno che appartiene al vostro passato? Lo sguardo inquieto risuona con una vostra tendenza all’inquietudine?

Quando ritenete che sia sufficiente potrete smettere l’esplorazione visiva e dedicarvi alla scrittura. Prendete carta e penna e descrivete il vostro compagno di lavoro, seguendo l’iter con cui avete proceduto nell’esplorazione. Partite da una semplice descrizione fisica per poi arrivare agli aspetti interiori, prima del vostro compagno, poi di quelli vostri, che vengono richiamati dalla sua presenza, che si aggancia al vostro “essere”.

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