Questo articolo esula dagli scopi per cui è nato questo blog, ovvero diffondere scritti che trattano di benessere psicologico e di scrittura creativa. Ma di fronte a certi fatti che si sono svolti negli ultimi mesi in Medio Oriente ho sentito l’urgenza di scrivere per denunciare, informare , smuovere coscienze. Scrivere di un popolo, quello palestinese, umiliato e martoriato da un nemico ben più potente, che gli ha strappato la terra ma ancora non gli basta, vuole annientare, annichilire, terrorizzare un avversario a cui è rimasta solo il coraggio e la  speranza per continuare a sognare. Una storia che è ben rappresentata dalla vicenda umana tragica e commovente di un palestinese di nome Saber Al-Ashqar. Ho sentito parlare di lui attraverso due foto, che sono sufficienti a raccontare tutta la sua storia. Nella prima, qui in alto, si vede un uomo senza gambe, portate via dagli israeliani in uno dei tanti attacchi contro il popolo palestinese, che continua a lottare nonostante la menomazione, o forse proprio a causa di quella. Un gesto rabbioso con cui si vuole affermare il proprio riscatto, la propria voglia di continuare a lottare. Lo sguardo è fiero, i nervi sono tesi mentre fa roteare nell’aria quel pezzo di una terra che gli israeliani gli hanno rubato. Un uomo emblema di un popolo martoriato, stanco, ma mai domo, che continua a lottare , moderno Davide contro il Golia rappresentato dal militarismo israeliano. Ma le storie, soprattutto quelle belle ed edificanti, sono destinate ad essere rovesciate dalla brutalità del tempo presente che stiamo vivendo, e la conclusione di questa storia diverge dal racconto biblico. Davide muore, il coraggio e la dignità non bastano ad avere la meglio sulla forza bruta di chi ha solo muscoli e desiderio di annientamento da mostrare, senza un briciolo di umana compassione o rispetto per la dignità dell’altro, straniero o nemico che sia.

La seconda foto mostra il cadavere dell’uomo, e il suo viso spento, congelato per l’eternità in una smorfia malinconica che esprime rammarico per un popolo senza speranza, che sembra destinato ad una fine indegna e crudele. Chissà quale sarà stato il suo ultimo pensiero prima di morire….
Buon viaggio, grande eroe. Gli israeliani ti avevano reso mezz’uomo nel corpo, ma non potevano immaginare di averti reso anche un gigante nello spirito. Che la terra ti sia lieve.

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