Siamo quasi giunti al termine di questo ciclo di lezioni ed è arrivato il momento di proporti una delle tecniche più utilizzate dagli scrittori, ovvero il “brain storming”. Ritengo sia molto utile, si basa sull’assoluta libertà espressiva e serve a farsi venire il maggior numero di idee senza soffermarsi, nella prima fase, a valutarne la loro qualità. E’ importante, in questa fase, scrivere tutte le idee che ti vengono in mente senza usare il pensiero critico, quindi senza scartare nulla, in quanto questo lavoro attiva la nostra immaginazione e ci permette di attingere ad ogni risorsa creativa a nostra disposizione. Come si usa il brain storming? Utilizzando il pensiero creativo, provocatorio, paradossale. Sfruttando il non-sense, il sentimento immorale, il caos. Ti suggerirò ora un esercizio che consente di lasciare andare il giudizio, la critica e il senso di blocco, il vuoto della pagina bianca (il cd. blocco dello scrittore.)
Fai spazio nella tua stanza per muoverti liberamente, senza urtare contro oggetti, mobili o altro. Metti su della musica con il tuo stereo e balla. Non importa quale musica metti, ciò che conta è che tu faccia dei movimenti scoordinati, caotici, privi di una schematicità o struttura. Il suggerimento è di creare la maggiore discordanza possibile tra la musica che stai ascoltando e i tuoi movimenti, l’ideale sarebbe utilizzare un pezzo di musica classica e ballare come se stessi ascoltando un pezzo di musica metal, oppure pogare mentre ascolti Ludovico Einaudi o Giovanni Allevi. Al contrario, potresti utilizzare un pezzo dei Metallica o degli Iron Maiden e fare movimenti lenti, danzare sulle punte o piroettare. Mentre balli ascoltati, senti il tuo corpo come sta, che sensazioni prova, dove sono localizzati eventuali blocchi. Com’è questa irriverenza? Che emozioni ti provoca? Se provi vergogna, ti giudichi o ritieni che stai facendo una cosa stupida vuol dire che si è attivato il pensiero critico. Lascia andare la mente, fai uscire i pensieri intrusivi dalla tua testa e porta tutta l’attenzione al corpo, senti quali parti desiderano muoversi maggiormente, se hai bisogno di fare un gesto particolare, fare un verso con la voce, sbattere con decisioni i piedi in terra, stringere i pugni.
Quali emozioni sono emerse? Magari ti è arrivata qualche immagine?
Racconta l’esperienza, scrivi come è andata e quali “idee” ti suggerisce questo stato di libertà per la tua storia. In questa fase puoi aiutarti con ulteriore strumento di ausilio al brain storming, ovvero il role playing. Esso consiste nell’utilizzare punti di vista e prospettive molto lontani dalle proprie. Prova ad immaginare quali idee ti suggerirebbe un astronauta;oppure un pastore sardo; Marilyn Monroe; un giocatore di poker; un alieno; il Presidente della Repubblica; ecc. Quando hai raccolto un sufficiente numero di idee potresti passare al confronto. Se hai qualche amico a cui proporre il tuo progetto potresti parlargli delle intuizioni che hai avuto, quali storie, intrecci o trame potrebbero venire fuori. Sarà lui a suggerirti soluzioni, a proporti di scartare idee troppo banali o infantili, prima però chiediti sempre se questa idea possa avere un elemento utile che merita di essere conservato. Spesso cestiniamo del materiale che possiede un grande potenziale, semplicemente non ha avuto il tempo e il modo di maturare nel modo corretto.
Ultima fase del processo di brain storming è la pianificazione. Ora che hai raccolto un sufficiente numero di idee devi cominciare a metterle insieme. Cosa farai? Quali tempi ti dai? E’ utile darsi delle scadenze per non sprecare il materiale creativo che aspetta di essere modellato e risistemato. Questo è il momento della struttura. Bisogna accantonare il caos e recuperare le capacità razionali e pragmatiche che possono aiutarci ad infilare le mani nel magma vorticoso emerso dal nostro animo con il brain storming. Se hai difficoltà a rientrare in uno stato più vigile e strutturato può esserti utile fare l’esercizio inverso a quello che ti ho proposto prima, ovvero di mettere la musica e danzare cercando di trovare la maggiore coerenza possibile tra suono e movimenti, così da indurre di nuovo quello stato di concentrazione e schematicità che ti sarà utile in questa fase.

Share This