Un altro espediente che ti suggerisco di utilizzare per la creazione delle tue storie è lo sfruttamento dei sensi. Essi sono un ottimo strumento per ottenere informazioni da cui estrapolare gli input per la tua narrazione e a tal proposito la letteratura è piena di esempi, basti citare il celebre racconto delle madelleine di Proust nella Recherche. Tra gli scrittori contemporanei si può fare riferimento ad Erri De Luca come autore che utilizza l’ascolto dei sensi in maniera costante e regolare nella realizzazione dei suoi romanzi, le cui pagine sono dense di discese nel corpo, di esplorazione di ciò che sente ogni fibra, muscolo o viscera del narratore. Ciò che emerge è potente, coinvolgente, sembra quasi di venire trasportati all’interno delle pagine e di essere i protagonisti di queste storie, le sensazioni narrate sono così nitide e dettagliate da dare l’impressione al lettore che le stia provando lui stesso in un rapporto simbiotico che rende il racconto la sua carne, le sue ossa e il suo sangue.
Ovviamente non devi fidarti di ciò che dico a scatola chiusa, lo scopo di questo corso è di fornirti i mezzi per fare tu stesso esperienza di quello di cui ti racconto, così da farti diventare consapevole delle infinite potenzialità della scrittura. Quindi, con il prossimo esercizio, andiamo ad esplorare il mondo dei sensi. Per l’esercizio ti serviranno un po’ di cose che ti elencherò volta per volta. Partiamo col primo senso, il tatto: procurati un oggetto, non importano le dimensioni, può essere un pupazzetto che ti entri nel palmo della mano oppure una statua ad altezza umana, ciò che conta è che tu possa toccarlo. Ti chiedo di chiudere gli occhi e di portare tutta l’attenzione alle mani, concentrati sul senso del tatto, puoi aiutarti col respiro se ritieni che possa esserti d’aiuto, poi comincia a studiare l’oggetto con il tatto, lentamente, studiane i contorni con le tue mani, prenditi tutto il tempo che ti occorre e poi rispondi a queste domande: ti arriva alla mente qualche immagine, un simbolo, un ricordo del passato? Oppure un sentimento, un desiderio o una riflessione? L’oggetto conserva le caratteristiche che possiede quando lo guardi con gli occhi oppure ha cambiato forma, consistenza, connotati?
Riapri gli occhi e scrivi qualche riga dell’esperienza che hai fatto. Se lo preferisci puoi anche fare un disegno che racchiuda il senso di ciò che hai provato.
Poi passiamo all’udito. In questo caso ti chiedo di utilizzare un brano musicale oppure una poesia o un monologo recitata da un attore (personalmente, ai fini di questo esperimento, ho ascoltato la poesia Se di Rudyard Kipling) insomma utilizza qualsiasi cosa che implichi l’ascoltare. Chiudi gli occhi. Concentrati su ciò che stai udendo. Anche stavolta porta l’attenzione a ciò che succede, quali emozioni, pensieri o ricordi emergono. Può darsi che l’esperienza dell’udito si materializzi in un oggetto, la tua coscienza potrebbe porgerti un simbolo che racchiuda un significato particolare o che faccia emergere una riflessione. Anche stavolta prendi nota di ciò che è successo.
Ora occupiamoci della vista. In questo caso ti basta osservare l’impronta del tuo pollice. Porta la tua attenzione ad essa, concentrati sui particolari, le linee che la contraddistinguono, esplora ogni millimetro del tuo dito meticolosamente, nota tutti i dettagli e rifletti sul fatto che la tua impronta rappresenta la tua unicità: non c’è mai stata un’impronta uguale alla tua nei venti miliardi di anni di storia dell’Universo e non ci sarà per l’eternità, nei secoli a venire non nascerà mai un individuo che presenti un’impronta identica alla tua. Essa è unica, come te. Come ti fa sentire questo pensiero? Ti spaventa, ti inorgoglisce, ti entusiasma? Sei unico e irripetibile, l’impronta che puoi lasciare in questo mondo con il tuo passaggio puoi imprimerla solo tu. Prendi nota delle tue riflessioni oppure, se lo preferisci, realizza un disegno che esprima la tua unicità.
Ora passiamo all’olfatto. Puoi usare un alimento che ti piace tanto oppure un profumo, un fiore o una pianta. Chiudi gli occhi e “ascolta” il tuo olfatto. A cosa associ l’odore? Ad una caratteristica particolare oppure anche in questo caso emerge un ricordo o un’emozione? Annusa lentamente, assapora con il tuo naso e immagina di inspirare, insieme all’odore, ciò che esso rappresenta, ciò che ti porta e ti ha donato. Poi riapri gli occhi e racconta l’esperienza per iscritto.
Infine, per concludere, passiamo al gusto. Per questo esercizio ti serve un bicchiere d’acqua o di un’altra bevanda. Porta il bicchiere alle labbra e versa una piccola quantità di liquido nella tua bocca, senza deglutire. Fai roteare la bevanda nella tua bocca lentamente e osserva cosa succede. Forse cambia la temperatura del liquido? E’ diventato più caldo? E mischiandosi con la saliva cambia anche il sapore? Ora puoi deglutire, lentamente. Osserva il liquido mentre ti attraversa la trachea e finisce nello stomaco, poi ripeti la sequenza e nota se ci sono differenze rispetto alla prova precedente. Scrivi le tue sensazioni, com’è stato concentrarti “consapevolmente” su un gesto che ripeti quotidianamente in modo meccanico, senza portarvi attenzione, in un automatismo che ti distacca dall’ascolto del corpo.
Bene, ora che hai preso appunti puoi mettere insieme i pezzi delle cinque esperienze, ordinandole come in un puzzle. Divertiti a riordinare i tuoi frammenti e vedi cosa viene fuori, potrebbe essere che emerga un racconto che parli solo del viaggio all’interno dei sensi (perché no?) oppure potrebbe essere la cornice ad un romanzo o una storia di più ampia portata. Lasciati andare e stupisciti per ciò che emerge.

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