In questa lezione voglio approfondire con te il tema fondamentale del punto di vista. Ora che hai a disposizione dialoghi e ambientazione soffermiamoci un attimo ad approfondire la psicologia dei personaggi dalla cui prospettiva osserviamo l’evolversi degli eventi, i quali mutano sensibilmente le loro caratteristiche a seconda del punto di vista da cui li contempliamo. Otto miliardi di persone racconterebbero lo stesso evento da otto miliardi di punti di vista diversi, in quanto ognuno racconterà la propria esperienza in relazione alla propria unicità. Tradizionalmente, nel campo della scrittura creativa, vengono identificati tre punti di vista:
1) Grammaticale, con cui si indica la posizione assunta dall’autore per narrare la storia (es: la prima persona singolare,io, la terza persona singolare, egli,terza persona plurale, essi, ecc.)
2) Stilistico, riguarda la scelta delle parole, la sequenza degli eventi narrati dall’autore, con cui egli scandisce il ritmo della storia.
3) Straniante, è una combinazione tra punto di vista grammaticale e stilistico. La sua particolarità è che gli eventi vengono narrati dal punto di vista di un “estraneo” al mondo che si vuole rappresentare con la storia. Un punto di vista alieno, infatti l’esempio più comune per far comprendere questo punto di vista è di immaginare la storia di un extraterrestre che giunga sulla Terra e far raccontare gli eventi terrestri dal suo punto di vista, evidenziando il suo spaesamento, la sua posizione alienata rispetto alle vicende narrate, il distacco e la sua mancanza totale di coinvolgimento.
Ora che hai chiaro i vari punti di vista vorrei passare a fare un esperimento con te. Voglio proporti un esercizio fuori dagli schemi, che ti consenta di creare una storia raccontata da un punto di vista originale, che esuli dai canoni ordinari della narrativa. Un progetto ambizioso? Proviamo, poi mi dirai. In realtà non è difficile come si può pensare, rompere uno schema e una tradizione può essere facile e al tempo stesso divertente, basta utilizzare i mezzi giusti. In questo caso ti suggerisco un esercizio preso in prestito dal coaching che si chiama Core quadrant, da me riadattato per la scrittura creativa.

Prendi un foglio e una penna e traccia due linee che si intersecano, una orizzontale e una verticale, in modo da ottenere una croce. Avrai così ottenuto un foglio diviso in quattro spazi, o quadranti. Nel primo quadrante, in alto a sinistra, scrivi una tua caratteristica, un elemento della tua personalità che ti contraddistingua. (es: gentile, disponibile,ecc.) e scrivi i pregi di questa tua caratteristica, quali benefici ti porta (es: la tua gentilezza e disponibilità verso il prossimo ti fa essere stimato e benvoluto dai tuoi amici, parenti e conoscenti). Nel quadrante accanto scrivi invece i limiti di questa tua caratteristica (es: un eccesso di bontà e gentilezza potrebbe renderti ingenuo e manipolabile dagli altri). Nel terzo quadrante, in basso a sinistra, scrivi la caratteristica opposta a quella del primo quadrante (es: l’opposto della gentilezza e disponibilità potrebbe essere l’egocentrismo, il pensare solo a se stessi senza preoccuparsi dei bisogni e dei sentimenti degli altri.) Nel quarto quadrante scrivi invece i pregi che ti porterebbe la caratteristica del terzo quadrante se presa in una minima dose per integrare le qualità del primo quadrante (es: una gentilezza che presenti anche un briciolo di egocentrismo potrebbe insegnarmi a mettere dei limiti alle richieste degli altri, ad ascoltare i miei bisogni per dargli la precedenza quando è opportuno). A questo punto prova a scrivere una storia che abbia come mappa, o schema, il core quadrant. Segui le tappe evolutive del protagonista, immagina che egli inizi la sua storia dal punto di vista del primo quadrante (es: il protagonista è una persona gentile e disponibile con tutti) poi il ritmo viene scandito col passaggio al secondo quadrante, succede qualcosa che proietta il personaggio nell’eccesso della sua caratteristica principale (es: il protagonista viene tradito dal suo migliore amico.)

A questo punto la storia cambia perché cambia il punto di vista del protagonista, che vivrà i successivi eventi dal punto di vista del terzo quadrante (nell’esempio che stiamo riportando, il personaggio potrebbe diventare cinico, egoista e meschino, come forma di difesa contro le delusioni del mondo.)
Un ulteriore avvenimento fa cambiare ulteriormente la prospettiva, magari il protagonista potrebbe incontrare un mentore che lo illumini sulla sua condizione, oppure leggere un libro che lo colpisca in maniera particolare, e a questo punto ci spostiamo nel quarto quadrante e proviamo ad immaginare come gli eventi si sviluppino se li osserviamo da questa prospettiva. ( Una vicenda analoga a quella che si è verificata nel secondo quadrante presenterà un finale diverso in quanto il protagonista ha imparato a gestire gli eventi ed è diventato più consapevole su sé stesso e sul mondo esterno.)
A questo punto rileggi la storia, osserva come cambia il punto di vista, concentrati su di esso, cerca di farlo tuo. Senti come la storia ti appartiene, è tua, parla di te e della tua realtà.
Abbiamo così aggiunto un punto di vista creativo. Le storie diventano sempre più originali, non trovi?

 

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