Oggetto di questa lezione saranno i dialoghi. Per costruire la vostra storia opereremo progressivamente, aggiungendo di volta in volta gli elementi che costituiscono l’ossatura del romanzo o racconto che creerete.
Partiamo dai dialoghi come primo elemento da estrapolare. Essi rappresentano il cuore della storia, probabilmente l’elemento più importante, il suo nucleo in cui sono condensati il senso dell’opera, il messaggio che l’autore vuole trasmettere e il suo fine, infatti dalla contrapposizione dialettica e antitetica dei personaggi che interagiscono col dialogo emergono le sue conclusioni e le riflessioni che vuole stimolare nel lettore (o anche in se stesso se l’autore scrive solo per sé, senza avere l’intento di pubblicare. Chiamo questo tipo di approccio “scrittura catartica”).
Ma chi dialoga con chi? E’ sempre l’autore a dar vita a personaggi così diversi tra loro. Talvolta i romanzi sono scritti a quattro o più mani (pensiamo ad esempio al collettivo Wu Ming) e questo giustificherebbe la diversità di punti di vista, ogni autore arricchirebbe la storia con il suo contributo offrendo la sua veduta e dando vita ai personaggi che rispecchiano la sua prospettiva e il suo credo, tuttavia si tratta di eccezioni a fronte di una regola che vede la fonte della storia nella creatività dell’autore singolo. E allora com’è possibile che la fantasia di una singola persona crei un mondo così variegato? Ognuno di noi possiede le sue convinzioni e il suo stile di vita e gli riesce difficile conoscere a fondo e condividere quelle degli altri, ma sembra che gli scrittori riescano a creare uno spazio interiore di dialogo con cui dar voce alle varie parti di sé, alla propria complessità e infine alla propria bellezza creativa. Come fanno? Credo che ognuno abbia il suo metodo. Probabilmente tutto ha inizio da una profonda conoscenza di se stessi e della complessità della propria anima, si tratta di venire in contatto con il nostro inconscio, le vulnerabilità,i segreti inconsapevoli, talvolta con la propria parte oscura. Questa profonda conoscenza di se stessi rientra tra i “segreti del mestiere” di uno scrittore, penso che ognuno conservi gelosamente queste verità e il metodo con cui sviluppare questa consapevolezza. Personalmente ho creato un metodo con cui giungere a questo obiettivo, ho lavorato su me stesso utilizzando una tecnica che ora ti svelerò. Ti chiedo di avere fiducia, mi rendo conto che ciò che ti proporrò potrà risultarti bizzarro, tuttavia ti garantisco che questo metodo funziona. L’ho sperimentato su me stesso e ti garantisco che questa tecnica, se utilizzata nel modo corretto, fa sgorgare l’impensabile dal nostro animo. Ammetto che per crearla mi sono rifatto alla mindfullness e ai principi della psicologia dei sé appresi alla scuola di counseling e coaching Innerteam diretta dalla dottoressa Franca Errani, tuttavia l’intuizione di applicare questi modelli alla scrittura creativa e di sperimentarne l’efficacia in questo ambito è stata mia.
Dapprima ti proporrò una visualizzazione. Per effettuarla avrai bisogno di un partner che legga il testo seguente, tuttavia puoi anche leggerlo ad alta voce, registrarti e ascoltarti successivamente. Scegli un luogo tranquillo e riservato, in cui sai che non verrai disturbato per almeno venti minuti. Spegni il cellulare e assumi una posizione comoda, possibilmente sdraiato e ad occhi chiusi. Se hai paura di addormentarti puoi però farla anche da seduto.
“Ti chiedo di portare attenzione al respiro. Concentrati su di esso. Osservati con gli occhi della mente mentre inspiri con il naso ed espiri dalla bocca. Se qualche pensiero giunge a disturbare la tua attenzione osservalo senza giudicarlo e lascia che se ne vada così come è venuto, accompagnandolo gentilmente fuori dalla tua mente. Riporta ogni volta l’attenzione al respiro. Ora porta l’attenzione ai punti del corpo che sono in contatto con il materasso o con la sedia se sei seduto. Senti che il corpo diventa sempre più pesante, fino a farti sprofondare nella terra. Ora, immagina di essere in un luogo della natura che ti ispiri protezione e sicurezza, può essere un bosco,un sentiero di montagna, una spiaggia in riva al mare, la riva di un lago. Esplora questo luogo con tutti i tuoi sensi. Senti che rumori ci sono, magari il cinguettio degli uccelli? Oppure lo scroscio delle onde del mare che si infrangono sulla riva? Osserva il paesaggio, che colori ci sono? Cosa noti? Gli alberi sono in fiore, è primavera? Oppure è l’inizio dell’autunno e le foglie cadono dagli alberi dopo essere ingiallite? Che sensazioni corporee hai? E’ caldo o freddo? Magari il sole scotta sulla pelle? Oppure il vento sferzante ti fa accapponare la pelle con i suoi soffi gelidi?
Ora o tra poco ti accorgerai di non essere solo. Qualcuno si sta avvicinando. Lo vedi da lontano, dapprima è una macchiolina indistinta all’orizzonte, poi i connotati della figura diventano sempre più chiari. Ci siamo, è ormai a pochi metri da te. Riconosci te stesso da bambino. Quella figura è il tuo bambino interiore. Quanti anni ha? Cinque? Dieci? Com’è vestito? Che aspetto ha? E’ in buona salute o ti appare pallido, sofferente? E’ triste, felice o magari è arrabbiato con te? Può darsi che tu lo abbia un po’ ignorato negli ultimi anni e lui si sia sentito trascurato. Quanto tempo è passato dall’ultima volta in cui hai trascorso un po’ di tempo con il tuo bambino interiore? Quand’è che ti sei concesso uno svago che ti piaceva tanto da bambino, magari la visita in un luogo dal sapore magico, oppure osservare le stelle con il naso all’insù sbalordendoti in presenza della maestosità del cielo stellato?
Ora noti che il bambino infila una mano in una tasca. Ne tira fuori un oggetto e te lo porge in dono. Che cos’è?
Puoi ringraziarlo per il regalo e ricambiare, se vuoi. Tira fuori un oggetto dalla tua tasca e donalo al tuo bambino interiore. Che reazione ha avuto? Gli è piaciuto il tuo dono? Sembra felice? Oppure ha l’aria delusa, magari si aspettava di meglio da te?
Ora o tra poco vi separerete, il tempo a vostra disposizione è terminato. Vi salutate, ma prima di allontanarti prometti al tuo bambino interiore che tornerai presto a trovarlo in questo luogo sicuro e protetto.
Ci siamo. Ti incammini. Se ti volti puoi vedere la sagoma del tuo bambino che diventa sempre più indistinta. Puoi salutarlo un’ultima volta, se vuoi.
Preparati a tornare. Riporta l’attenzione al respiro. Muoviti lentamente. Riprendi contatto con il corpo…
Bene! La visualizzazione è finita ma c’è ancora un pezzo di lavoro da svolgere. Appena terminato l’esercizio di imagery prendi carta e penna e fiondati al tavolino. Svolgi l’esercizio finché senti che è ancora presente la qualità emersa dalla visualizzazione. Scrivi un dialogo tra te e il tuo bambino interiore utilizzando anche la mano non dominante. Utilizza quest’ultima per scrivere le risposte del tuo bambino interiore mentre userai la mano che utilizzi usualmente per scrivere (quindi se sei mancino userai la mano sinistra per scrivere le tue frasi e domande ed userai la mano destra per fare “parlare” il tuo bambino interiore. E viceversa, ovviamente se sei destro userai la sinistra per il bambino e la destra per te).
Quando avrai terminato, ricordati di chiudere sempre tu il dialogo, sii sempre tu l’ultimo a scrivere. Basta anche un “ciao”.
Rileggi ciò che hai scritto. Che te ne pare? Probabilmente ti troverai in presenza di un dialogo che presenta punti di vista molto diversi tra loro. Sembrerà scritto da due persone ma in realtà l’autore sei sempre tu. E’ incredibile quanto sia ricco e variegato l’animo umano,vero? Puoi ripetere l’esercizio con altre parti di te, puoi ripetere la stessa visualizzazione per contattare qualcun altro, magari la tua parte attivista o il tuo sé spirituale, oppure puoi dare voce a quel sentimento struggente che ti circola nella testa da tempo immemorabile e sentire cosa ha da dirti. Ogni volta avrai delle conclusioni diverse, sentirai di aver raggiunto una nuova consapevolezza e aver aggiunto un nuovo elemento alla tua storia. Forse partendo dal dialogo potresti già avere individuato l’argomento che vuoi trattare nel tuo romanzo o racconto, che prenderà sempre più forma con le prossime lezioni.

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