Uno dei grandi poteri della scrittura è quello di unire le persone. La mia esperienza come docente dei corsi di scrittura creativa mi ha insegnato che scrivere permette di avvicinarsi al prossimo più di quanto si possa fare con la parola.

Così come la comunicazione orale talvolta serve a coprire ciò che siamo, mascherando sotto ad uno strato di silenzi e bugie i nostri segreti più intimi e le nostre verità inconfessabili, la  scrittura permette di scavare nell’animo altrui e di scendere in profondità. La penna è come un piccone con cui affrontare gli strati di realtà che l’altro ci pone di fronte. Abbatte muri, supera barriere spesse per toccare l’animo di chi abbiamo accanto, talvolta il suo cuore.

Per questo il lavoro in coppia nella scrittura creativa può essere, oltre che molto divertente, anche un valido strumento per relazionarsi con il prossimo in modo più intimo. Per capire l’altro in modo più approfondito. E se capisco l’altro, inevitabilmente capisco meglio anche me stesso. Divento più sincero, solare, genuino. Così quello che nasce come un lavoro di scrittura può avere come piacevole effetto collaterale quello della nascita di una grande amicizia.

Ma veniamo agli aspetti tecnici di questo lavoro. Scegliete un compagno, una persona con cui lavorare. Può essere sia qualcuno che conoscete già o chi conoscete per la prima volta (nell’era dei social non dovrebbe essere troppo difficile proporre a qualche appassionato di scrittura un lavoro che consenta di migliorare le proprie doti come scrittore) e dividetevi i compiti. Ciascuno di voi deve realizzare il “profilo di un personaggio“, ovvero la descrizione di un individuo realizzata nella maniera più dettagliata possibile. Non solo l’aspetto fisico dunque (sbizzarritevi nell’aggiunta dei dettagli: i fianchi pesanti, i denti incisivi sporgenti, un neo sulla guancia destra, ecc.) ma approfondite anche quelli caratteriali. Se è introverso o estroverso, egoista o gentile, iracondo o mite, e così via. Potete anche utilizzare la regola del ” raccontare senza mostrare ” indicata nella seconda lezione presente nel blog, ovvero di utilizzare un aneddoto che descriva il suo modo di essere senza specificarne la caratteristica. Evocare uno stato d’animo o un modo di essere tramite un racconto è il modo sicuramente più potente per descriverli.

Fate questo lavoro separatamente, poi incontratevi con il vostro compagno di lavoro (o sentitevi per mail/whattsapp/messenger, ecc. se preferite usare i mezzi di comunicazione virtuale) e divertitevi ad “intrecciare le vostre storie“, ovvero ad immaginare che i vostri personaggi si incontrino. Sviluppate una storia che abbia per protagonisti coloro di cui avete realizzato la descrizione. Cosa accadrebbe se si incontrassero? A quali eventi darebbero vita?

Se vi siete davvero sbizzarriti darete vita ad un racconto a quattro mani molto divertente ed originale. Ricordo ancora con entusiasmo il testo realizzato da un trio ( ebbene sì, è un lavoro che si può fare anche in tre…o quattro…o cinque…) di miei allievi durante una lezione. Una di loro descrisse una drag queen, un altro delineò i caratteri di una nonnina ottantenne dai modi battaglieri e l’ultima scrisse di una donna acida, dal modo di fare irritante e prepotente.

La storia  del loro incontro si svolge nella cabina di un treno, ed è uno dei testi più scoppiettanti, irriverenti e divertenti che io abbia mai letto.

 

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