Tutti conoscono Marcell Proust e la sua immortale opera “alla ricerca del tempo perduto”. Non tutti però l’hanno letta per intero, questo monumentale romanzo viene ricordato principalmente per alcuni episodi o brani particolarmente significativi. Uno di questi è senz’altro quello conosciuto come “episodio delle Madeleine”, (contenuto nel volume “dalla parte di Swann”) dal nome del celebre biscotto. In esso l’autore, dando forma ad una geniale intuizione filosofica, riporta la sua teoria della “memoria involontaria”, che caratterizza quei ricordi la cui emersione non dipende dalla nostra volontà ma vengono evocati da un’esperienza sensoriale ad essi collegata. Il protagonista dell’episodio rivive i ricordi della sua infanzia dopo che essi sono stati richiamati dal sapore delle Madeleine. Da bambino andava a trovare spesso sua zia ed ella gli faceva trovare sempre una porzione di biscotti. Ritrovare quel sapore gli permette di rivivere quelle vicende, non solo evocando una memoria visiva ma anche le emozioni. Il senso del gusto diventa così un portale attraverso cui accedere a stati di coscienza più profondi, in cui è conservato tutto il nostro vissuto. Attingendo a questo serbatoio possiamo così incrementare la nostra creatività. Abbiamo a disposizione tutto il nostro percorso di vita, soprattutto quello emozionale, che possiamo tradurre in parole e storie.
Proviamo anche noi a soffermarci sul senso del gusto e notiamo se quel sapore ha qualcosa da dirci. A noi autori, e a coloro che leggeranno le nostre storie.

Iniziamo magari a descrivere l’esperienza. Poi introduciamo un narratore. Dopo aver creato il contesto adatto per coinvolgere il lettore, che si sentirà trascinato all’interno della pagina grazie alla nitidezza dei dettagli offerti, potremo utilizzare l’espediente della storia per renderlo ancora più partecipe. L’interazione tra l’autore e il lettore è fondamentale per creare una simbiosi che è alla base di ogni storia realmente e profondamente efficace.

Share This