Tutti, in alcuni momenti della nostra vita, abbiamo sperimentato delle crisi. La fine di una relazione, la perdita del lavoro, un problema di salute nostro o di una persona cara, un lutto. Innumerevoli cause che hanno la forza di annullare la nostra energia vitale, farci attanagliare dalla sofferenza, annichilire la nostra capacità di reagire. In quei momenti siamo vittime di una terrificante convinzione, più o meno inconscia, che non fa altro che ampliare ulteriormente il nostro dolore: l’idea della “permanenza” di quella situazione, ovvero che quella condizione di disagio, sofferenza e dolore sia destinata a perpetuarsi, a non andare mai via, per cui siamo destinati a soffrire per sempre. Tuttavia questa è, come molti degli inganni a cui ci conduce la mente, nient’altro che un’illusione. Il mondo fenomenico, così come la vita degli esseri umani, sono dominati dall’impermanenza. Le stagioni mutano, l’inverno si trasforma sempre in primavera, non è possibile immergersi per due volte nella stessa acqua come non si può impedire alla neve di sciogliersi, al sole di tramontare, al fiore di appassire e al seme di germogliare. La vita va avanti, anche quando ci sembra di stare fermi. Anche quando il dolore ci arpiona al suolo e sentiamo tutto il peso delle pesanti catene del destino che ci spingono verso il basso, ci fanno traballare, annaspare, inciampare, cadere.
Panta rei, tutto scorre, tutto passa, si trasforma, sparisce, poi ritorna, poi sparisce nuovamente, nell’eterno ciclo della vita di cui siamo partecipi. Certo, alcune situazioni di dolore potrebbero persistere più a lungo e potrebbe volerci più tempo per lasciarsi alle spalle una difficoltà e una sofferenza molto grandi. Ma lo sforzo di ricordarsi che non c’è mare in tempesta che non si calmi e che i venti del destino non possono soffiare in eterno può donare una nuova speranza e ricordarci che c’è sempre un’alternativa di pensiero ed azione. A volte bisogna solo aspettare che la tempesta passi, che non vuol dire restare passivi e subire gli eventi. Aspettare vuol dire portare avanti la propria vita, continuare le proprie attività, resistere, ribadire a sé stessi che il tempo guarisce ogni ferita, tenere duro, orientare ogni fibra del nostro essere ad una reazione.
Fai attività fisica, sforzati di ridere e sorridere, balla, fai un viaggio, passeggia in mezzo alla natura. Scrivi un racconto o, perché no, un romanzo, dipingi, vai a vedere una mostra di opere d’arte, impara a parlare una nuova lingua, suona la chitarra, canta, prendi lezioni di ballo, conosci persone nuove, perdona te stesso e gli altri. Aspetta, respira, agisci, sii presente a te stesso. I venti si placheranno, prima o poi. La tempesta finirà, e tu sarai ancora lì, a scrutare l’orizzonte, contemplare il mare calmo e il limpido cielo azzurro che si aprono davanti a te.

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