Che brutto tempo!”

“Non si è neanche degnato di farsi sentire!”

“Lei mi ha lasciato…”

Quante volte, in presenza di determinati eventi, giudichiamo ciò che sta accadendo ed esprimiamo un giudizio di valore su persone o cose? Tendiamo ad etichettare quell’evento filtrandolo con gli occhi della mente, vedendolo dalla prospettiva del nostro piccolo io, formatosi sulla base delle esperienze del nostro passato, della nostra storia, delle sofferenze che abbiamo vissuto e dei traumi che ci hanno colpiti. Una persona che se ne va dalla nostra vita richiama il trauma dell’abbandono vissuto durante l’infanzia, una giornata grigia di pioggia ci rende tristi perché evoca l’inquietudine che ci ha accompagnati per tanto tempo nel corso della nostra vita, un litigio con un automobilista che ci ha rubato il posto auto fa emergere tutta la nostra frustrazione per le tante ingiustizie che sentiamo di aver subito nel corso della nostra vita.

In realtà esiste una prospettiva più ampia, oggettiva, che vola al di sopra dei giudizi dell’Io e ci permette di vedere i fatti in un modo diverso: vedere i fatti e gli avvenimenti “per ciò che sono”. Senza filtri ed etichette, senza giudizi di valore, giusto o sbagliato, positivo e negativo, bene e male. I fatti ” sono ciò che sono”. Se ci arrendiamo a questa evidenza, sviluppiamo la consapevolezza per accettare i fatti in modo neutrale, potremo godere di una serenità inimmaginabile. Pura. Incontaminata dal passato. Immune dall’ansia per il futuro. Esiste solo l’evento qui ed ora. Null’altro. E un senso di inevitabilità ed accettazione incondizionata sgorga dal nostro animo. Perché iniziamo a guardare agli eventi in modo diverso. E a pensare, e a parlare in modo più aperto. Sereno, forse anche gioioso. Che apre la nostra vita.

“Sta piovendo.”

“Ho chiamato, non mi ha risposto.”

“Io ero lì. Lei non c’era più.”

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