Alessandro Magno era un fine stratega. Durante la sua campagna in Oriente giunse fin nell’attuale Pakistan dove si trovò davanti ad una fortezza inespugnabile, incastonata sulla vetta di una montagna e difesa ai lati da altre due vette ancora più ripide e apparentemente inaccessibili, con pareti verticali lisce come lastre di ghiaccio. L’unico accesso alla fortezza era rappresentato da un sentiero stretto che giungeva fino alle sue porte. La strategia ordinaria per cercare di conquistare la fortezza suggeriva di procedere ad un attacco frontale, rischioso e dall’esito incerto, che avrebbe sicuramente comportato molte perdite tra i soldati macedoni. Riunito il suo consiglio di guerra, formato non solo da militari ma anche da ingegneri, sapienti e filosofi, studiarono la soluzione più adeguata a quella situazione. Insieme optarono di concentrarsi, piuttosto che sull’espugnazione della fortezza, sulla conquista delle due vette che la  sovrastavano. Da lì, dall’alto, avrebbero potuto sferrare un attacco più efficace. Stabilito questo obiettivo, studiarono il metodo per conquistare le vette, le quali erano particolarmente inaccessibili. A quel punto giunse l’intuizione di utilizzare i pioli che sorreggevano le tende per scalare le pareti, inventando in questo modo la scalata in  cordata. infatti i pioli avevano un anello attraverso cui i militari fecero passare delle funi, una volta che i pioli furono piantati nella roccia fu possibile effettuare la scalata in sicurezza. Alessandro Magno fece così scalare le montagne ai suoi soldati migliori che, giunti sulle cime, uccisero con le frecce le guardie della fortezza, che poté così essere espugnata.

Questa storia rappresenta un perfetto esempio di strategia efficace volta a trovare soluzioni semplici a problemi complessi. Negli ultimi anni questa metodologia ha trovato applicazione in campo clinico e psicoterapeutico grazie al contributo di Giorgio Nardone, fondatore del Centro di terapia strategica di Arezzo, il quale ha applicato i principi dell’arte di risolvere problemi in modo strategico, propri della tradizione greca e cinese, al mondo della psicoanalisi, creando un innovativo ed efficace metodo di terapia, che ha consentito di curare soggetti afflitti da patologie apparentemente incurabili. Attacchi di panico, fobie, comportamenti ossessivo-compulsivi, depressione,disturbi alimentari, sono stati curati trovando soluzioni inusuali, andando controcorrente rispetto al comune pensiero scientifico e medico. Un metodo che ha permesso l’emersione di soluzioni creative, facendo leva su intuito e ingegno che inevitabilmente emergono quando si opera in modo non ordinario, evitando così di correre il rischio di irrigidirsi su metodi ortodossi e improduttivi soltanto in virtù di una inconscia prassi che si va consolidando sempre più se si opera sempre allo stesso modo.

Creatività, intuito, fantasia, spirito di sfida: sono queste le ricette per la soluzione dei problemi, le chiavi che ci permettono di accedere al benessere e alla felicità.

Se stiamo male, proviamo ad affidarci all’intuito e a prendere decisioni coraggiose, sfidanti, nuove. Che normalmente non prenderemmo. Potremmo scoprire di aver fatto un grande passo verso il nostro obiettivo. Un passo lungo la strada per la serenità.

Share This